Quale Albero della Vita scegliere?

Quale Albero della Vita scegliere?

Prima di addentrarci nella spiegazione di come si può usare la Cabala per la propria crescita personale, mi preme sciogliere un dubbio che si presenta immediatamente appena si cerca il temine ” l’Albero della Vita” su Google.
Si nota subito che si possono trovare due immagini diverse.


A sinistra l’albero usato da sempre, a destra quello modificato nel XVII secolo

L’immagine adeguata al nostro scopo è quella di sinistra, che ha tutte le sfere collegate tra loro e permette uno scorrere ininterrotto da cima a fondo e viceversa. Ė il glifo classico ebraico, quello che Isaac Luria (1534 – 1572) rivede e sistema, e che ancora oggi si studia. Osservando questa immagine si nota subito che tutto ciò che potremmo chiamare chioma dell’albero, dalla sfera 1 alla 9, fluisce nell’ultima sfera in basso, la numero 10, che si chiama Malkuth (il Regno), e rappresenta il piano materiale in cui viviamo. Il sentiero che collega Malkuth alla sfera direttamente superiore, Iesod (il Fondamento), è chiamato canale del parto, poiché è il canale attraverso cui tutte le sfere superiori arrivano a manifestarsi nella materia.

All’inizio del XX secolo, gli operatori dell’occulto come Dion Fortune, Israel Regardie e soprattutto Alesiter Crowley (e già da qui si capisce che è meglio scappare subito, essendo Crowley un mago nerissimo), divulgarono l’Albero così come modificato dal filosofo Athanasius Kircher nel XXVII secolo. In questo modo, le sfere non sono più collegate tra loro: se riempissimo d’acqua la sfera in alto, Kether, (la Corona) il flusso non raggiungerebbe la base, ma si fermerebbe alla terza sfera, Binah (l’Intelligenza). I due sentieri che sono stati tolti da lì sono stati messi in basso e collegano sfere che all’inizio non erano collegate, bypassando così il canale del parto.

A livello intuitivo mi è sempre sembrato quindi inutile il glifo di destra: per quanto io ami profondamente Dion Fortune preferisco scegliere in base al mio sentire, e il mio sentire è sempre stato unicamente a favore dell’albero antico, quello di sinistra.
Un giorno domandai al mio maestro la ragione di questi spostamenti, e mi rispose semplicemente “bah, quella è cabalaccia”. In un’altra occasione chiesi ad Igor Sibaldi se il mio sentire avesse ragion d’essere, e mi guardò come se avesi scoperto l’acqua calda. Cito ciò che mi disse, perché è lampante: “Quell’albero lì non ha senso, sarebbe come partorire con le orecchie!”.

Antonino ed Emanuele

Antonino ed Emanuele

Emanuele Mocarelli ed Antonino Maiorana sono due insegnanti eccezionali, frequentare i loro corsi è uno spartiacque nella propria vita. Scriverò sicuramente altro a proposito di loro, per ora incollo alcune righe.

Antonino ed Emanuele dal 2001 vengono invitati a condurre seminari di auto aiuto e cabala in tutta Italia, e accolgono con gioia la possibilità di confrontarsi con moltissime persone; credono fermamente nell’importanza della condivisione delle risorse evolutive, e si considerano semplici cercatori. A partire dal 2009 hanno affinato le loro capacità mediante lunghi soggiorni di studio e lavoro presso gli sciamani di etnia Shipibo nell’Amazzonia peruviana. Antonino ha spiccate doti sciamaniche native, derivanti dalla sua famiglia, e fin da bambino è stato istruito a percepire e integrare i campi energetici; ha perfezionato questi doni mediante numerosi contatti con altri sciamani, recandosi in America Latina sin a partire dagli anni Ottanta. Emanuele ha una formazione filosofica e artistica, e ha insegnato per oltre dieci anni Teoria della percezione e Storia dell’Arte presso il dipartimento di arti visive di una nota università milanese. (Tratto da lupoecontadino.it)

In sintesi, cos’è la Cabala?

In sintesi, cos’è la Cabala?

Quando diciamo che andiamo a fare “yoga”, intendiamo un certo tipo di ginnastica con particolari posizioni, dette asana . In realtà andiamo a praticare l’Hatha Yoga, che è uno degli aspetti dello dello Yoga, disciplina orientale che comprende anche Bhakti Yoga, Kundalini Yoga… Fondamentalmente Yoga vuol dire Unione, ovvero l’anima che si fonde nel Divino, ovvero il ritorno alla casa del Padre: esiste una moltitudine di termini per cercare di descrivere uno stato di coscienza finale che le parole difficilmente riescono a rendere. La fine del cammino spirituale, la meta a cui tutti dovremmo aspirare, la meta che un giorno tutti raggiungeremo. La Cabala è lo Yoga dell’Occidente, ovvero uno strumento di conoscenza per raggiungere lo stesso obiettivo, cioè abbandonare la materia e tornare a fondersi con il creatore primigenio. Nessuna parola può essere in grado di esprimere completamente questo concetto, ma spero di essere riuscita a farlo intuire.
Per dirla con le parole di Emanuele

La Cabala è un template della crescita interiore della coscienza.

Partiamo dalla sfera della materia per risalire alla sfera del Padre, attraverso un Viaggio che ha il nome di Tikkun. Il glifo dell’Albero della Vita, su cui la Cabala si basa, e che sicuramente avete già visto, è una sistematizzazione della conoscenza, una bacheca ordinata su cui apporre dei simboli e collegarli con un filo rosso, un po’ come fanno i detective nelle serie Tv quando mettono su un tabellone degli elementi per ricostruire uno schema e, a mano a mano che procedono nell’indagine, scoprono collegamenti fino a trovare la soluzione e far partire i titoli di coda.

C’è molto altro da dire –> Continua