20 03 20 – Il nuovo Primo giorno

Oggi è il primo giorno della mia nuova vita.
Inauguro una pagina bianca, sono al terzo capitolo: infanzia, adolescenza e depressione, l’Inferno, poi il percorso di guarigione dalle dipendenze, il Purgatorio. Non credo di essere giunta in Paradiso, ma il Sentiero è segnato.

Oggi è il primo giorno di Primavera.
Il primo giorno in cui non fumerò. E stanotte ho sognato un sogno nuovo, mai avuto prima. Rinunciavo a qualcosa di a me caro, non ricordo se fosse Pegaso o se avesse a che fare con la Cabala, ma alla fine mi ritrovo padrona di un cavallo, bello, muscoloso, marrone, ubbidiente. Non so come si tratti un cavallo, io sono cauta, per fortuna lui è mansueto. Anche quando parte al galoppo, al primo mio comando rallenta.
Mi pare un sogno di buon auspicio. Col primo caffè della colazione (perché alla mattina ne bevo due) mi cerco il simbolo su Internet e godo già del primo superficiale risultato: “A causa della sua potente muscolatura e del suo carattere focoso simboleggia la forza dell’energia pulsionale. E questa è pericolosa quando è libera e mossa dai sensi, utile per la realizzazione spirituale quando è controllata e dosata.”

Oggi è il primo giorno della mia analisi. Ho capito che sono ancora sguazzante nella melma dell’inutilità. Del sentirmi inutile, piuttosto che di esserlo. Spero. Ancora non so che fare della mia vita. Penso che solo i sogni me lo possano rivelare, dopo anni e anni e anni di psicoterapia per ricostruire una psiche devastata dagli abusi, dalla depressione, da tutte le prove che una povera creatura di pochi anni può subire.
Ne ho 44 ora di anni, quel mezzo del cammin di nostra vita che è adeguato per iniziare sul serio.
Le dipendenze mi hanno aiutata a restare a galla, persino a imparare a nuotare. Ora ho tolto anche il salvagente, forse all’inizio annasperò ma sicuramente non affogherò più.

Fino ad oggi ho cercato e trovato Dio nella natura spirituale delle cose, ma sono distante anni luce dalla materia, come se ancora dovessi passare attraverso il canale del parto.

Ah sì, tutto questo nel mezzo di una pandemia.

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